Totalitarismo e seconda guerra mondiale filippo risoldi
COSA E’ UN TOTALITALISMO;
IL FASCISMO;
IL NAZISMO;
LO STALINISMO;
SECONDA GUERRA MONDIALE;
Totalitarismo e seconda guerra mondiale filippo risoldi
Il totalitarismo è un Ideal
tipo usato da alcuni
scienziati politici e storici per
spiegare le caratteristiche di
alcuni regimi nati nel XX secolo,
che mobilitarono intere
popolazioni nel nome di
un'ideologia o di una nazione. Il
totalitarismo è un regime politico
in cui non solo il potere è
concentrato nelle mani di un capo
o di un ristretto gruppo
dominante, ma nel quale uno
stato assume tutto il controllo di
tutti gli aspetti di vita degli
individui e della società.
È il termine più usato dagli storici per
definire un tipo di regime politico,
affermatosi nel XX secolo al quale
possono essere ricondotti il nazismo,
il fascismo e il marxismo-leninismo di
matrice stalinista. Il regime totalitario è
caratterizzato soprattutto dal tentativo
di controllare capillarmente la società
in tutti gli ambiti di vita, imponendo
l'assimilazione di un'ideologia: il
partito unico che controlla lo Stato non
si limita cioè a imporre delle direttive,
ma vuole mutare radicalmente il modo
di pensare e di vivere della società
stessa.
Totalitarismo e seconda guerra mondiale filippo risoldi
uomo politico tedesco (Braunau, Austria
superiore, 1889 - Berlino 1945). Figlio di un
doganiere austriaco, rimasto orfano si
trasferì a Vienna (1906) per studiare pittura,
ma non fu ammesso all'Accademia di belle
arti e conobbe la miseria. Arruolato
nell'esercito bavarese (1914), caporale, fu
ferito sulla Somme (ottobre 1916) e colpito
dai gas nella zona della Fiandre (ottobre
1918). Un suo superiore, Gottfried Feder, lo
mise in contatto (luglio 1919) con il partito
dei lavoratori tedeschi, piccolo gruppo di
estrema destra diretto da Anton Drexler.
Totalitarismo e seconda guerra mondiale filippo risoldi
Iosif Vissarionovič Džugašvili è stato
un rivoluzionario, politico e milita
re sovietico bolscevico conosciuto
anche come Josif Stalin e con
versione italianizzata Giuseppe
Stalin, segretario generale del
Partito Comunista dell'Unione
Sovietica e, in tale ruolo,
assumendo sempre più potere, a
partire dal 1924, divenne
progressivamente il dittatore del
suo Paese fino alla morte, avvenuta
nel 1953.
Totalitarismo e seconda guerra mondiale filippo risoldi
Benito Amilcare Andrea Mussolini è stato
un politico, dittatore e giornalista italiano.
Fondatore del fascismo, fu presidente del
Consiglio del Regno d'Italia dal 31
ottobre 1922 al 25 luglio 1943. Nel
gennaio 1925 assunse de
facto poteri dittatoriali e dal dicembre
dello stesso anno acquisì il titolo di capo
del governo primo ministro segretario di
Stato. Dopo la guerra d'Etiopia, aggiunse
al titolo di duce quello di "Fondatore
dell'Impero" e divenne Primo maresciallo
dell'Impero il 30 marzo 1938. Fu capo
della Repubblica Sociale Italiana dal
settembre 1943 al 27 aprile 1945.
Totalitarismo e seconda guerra mondiale filippo risoldi
Il fascismo è stato
un movimento politico nato
in Italia all'inizio del XX secolo,
soprattutto per iniziativa del
politico e giornalista
italiano Benito Mussolini. Il
Fascismo, il cui nome deriva
dal "fascio littorio", simbolo
del potere in Roma antica,
nacque nel 1919 in Italia, dove
conquistò il potere nel 1922
conservandolo fino al 1943.
BENITO MUSSOLINI
Il fascismo, fu caratterizzato dalla
concentrazione del potere nelle
mani di un unico partito, da
un’ideologia basata sul culto del
"duce", dalla soppressione di tutte
le libertà politiche e civili, dall'
ideale di collaborazione tra le
classi, da un apparato di
propaganda orientato
all'inquadramento delle masse in
organizzazioni politiche funzionali
al regime.
ESEMPIO DI SCULTURA
FASCISTA
MUSSOLINI SALUTA IL POPOLO
IL BIENNIO ROSSO
Il biennio rosso in Italia è
la locuzione con cui viene
comunemente indicato il periodo
della storia d'Italia compreso fra il
1919 e il 1920, caratterizzato da
una serie di lotte operaie e
contadine che ebbero il loro
culmine e la loro conclusione con
l'occupazione delle fabbriche del
settembre 1920.
MANIFESTO DI PROTESTA CONTRO LE FABBRICHE
OCCUPAZIONE DI UNA FABBRICA
In tale periodo si verificarono,
soprattutto nell'Italia centro-
settentrionale, mobilitazioni contadine,
tumulti annonari, manifestazioni
operaie, occupazioni di terreni e
fabbriche con, in alcuni casi, tentativi
di autogestione. Le agitazioni si
estesero anche alle zone rurali e furono
spesso accompagnate
da scioperi, picchetti e scontri. Una
parte della storiografia estende la
locuzione ad altri paesi europei,
interessati, nello stesso periodo, da
analoghi moti.
L'espressione "biennio rosso"
entrò nell'uso comune già nei
primi anni venti, con accezione
negativa; venne utilizzata da
pubblicisti di parte borghese
per sottolineare il grande
timore suscitato, nelle classi
possidenti, dalle lotte operaie e
contadine che ebbero luogo nel
1919-20, e quindi per
giustificare la
reazione fascista che ne seguì.
Negli anni settanta, il termine
"biennio rosso", questa volta con
connotazioni positive, venne
ripreso da una parte della
storiografia, politicamente
impegnata a sinistra, che incentrò
la sua attenzione sulle agitazioni
del 1919-20, considerandole come
uno dei momenti di più forte
scontro di classe e come
esperienza esemplare nella storia
delle relazioni che intercorrono fra
l'organizzazione della classe
operaia e la spontaneità delle sue
lotte.
L’ASCESA DI POTERE DEL FASCISMO
Nel 1919 si verificarono le prime
elezioni del dopoguerra e si erano
creati nuovi partiti politici, per
esempio il partito popolare a nome
di Luigi Sturzo, il partito democratico
e a nome di Benito mussolini, nel
1919 il partito fascista che nel 1921
sarebbe diventato partito nazionale
fascista. Le elezione del 1919 non
portarono a niente e gli italiani
furono costretti a riandare alle urna
nella primavera dell’anno seguente.
Anche queste elezioni non
portarono a quasi nulla perché
nessun partito raggiunge il numero
di elettori per poter prendere il
controllo. Così gli italiani furono
costretti a riandare alle urna del
1921, anche queste elezioni non
portarono a niente. Dopo questa
sconfitta Mussolini intensificò
l’uso della violenza, nacquero così
le squadracce.
MARCIA SU ROMA
Nel 28 ottobre del 1922 Mussolini
incominciò la cosiddetta marcia
su Roma dove radunò tutte le
squadracce e si diresse verso
Roma. Il questo momento il
governo era guidato da luigi facta
che disse al re di proclamare lo
stato di assedio ma dopo un po’
di tempo il re Vittorio Emanuele
III rifiutò e diede il compito a
mussolini di formare il nuovo
governo.
Dopo questa cosa facta si
dimise. Nel nuovo governo
dovevano partecipare tutti i
partiti politici. Anche Giolitti
che aveva sempre dimostrato
una certa diffidenza nel
fascismo lo appoggio,
nell’errata convinzione di
poterlo usare in un primo
tempo per arginare l’avanzata
delle sinistre e per poi
sbarazzarsene in un secondo
momento.
FASE LEGALITARTIA
Nella fase legalitaria di mussolini,
capo del governo e duce del
fascismo. Creerà il Gran Consiglio
del fascismo ( nel 1922), cui diede
carattere istituzionale, stabilendo
che doveva essere interpellato su
ogni questione costituzionale. Fu
intanto costituita la Milizia
Volontaria per la sicurezza
nazionale, un corpo armato posto
direttamente agli ordini del capo
del governo: in lui riconoscevano il
proprio duce.
Fu fatto credere che quella milizia
sarebbe servita ad assorbire lo
squadrismo, e quindi
neutralizzarlo; in realtà “le
squadre” continuarono a essere
uno strumento efficace della
repressione fascista. Nel 1924
Mussolini godeva di poteri
straordinari: presidente del
consiglio e ministro degli Interni e
degli Esteri. Ma la sua posizione
non era ancora del tutto
consolidata, perché non poteva
disporre di una maggioranza
parlamentare.
Per ottenerla, fece approvare
una nuova legge elettorale,
detta legge Acerbo, dal nome
del deputato fascista che ne
stese il testo. In base alle
nuove norme il partito di
maggioranza relativa che
avesse ottenuto almeno il 25%
dei voti, avrebbe avuto il
diritto al 65% dei seggi nella
Camera dei Deputati.
ASSASSINIO DI MATTEOTTI
Giacomo Matteotti si accorse di
queste cose che faceva il
fascismo e lì denuncio nel
parlamento con un discorso.
Questa cosa a Mussolini non va
bene e fece uccidere Matteotti
in segreto dalle sue
squadracce. Lui nel 3 gennaio
1925 si prese la responsabilità
politica morale e storica.
Anche altri si accorsero di
questa cosa e per denunciarli
salinaro sul monte Aventino e
rimasero lì, questo fatto passò
alla storia come secessione
dell’Aventino. Questa cosa
diede spazio libero a Mussolini
e in questo periodo pubblicò
diversi leggi a suo favore
trasformando il paese in un
regime dittatoriale e totalitario.
LE LEGGI FASCISTISSIME
Nel 1925-26 pubblica le leggi fasciatissime che abolivano tutti
le libertà democratiche. Queste leggi dicevano
 impedita qualsiasi libertà di stampa e associazione (quindi
viene abrogato lo Statuto Albertino);
 Si inaugura la prassi del partito unico, perché vengono
sciolti tutti i partiti antifascisti;
 Viene esautorato completamente il Parlamento con una
legge che tesa a rafforzare il capo del Governo rispetto agli
altri ministri, ma soprattutto rispetto al Parlamento. La
legge è tale al punto che il Capo del Governo diventa
responsabile solo davanti al re;
 Abolite le autonomie locali;
 Dichiarati decaduti tutti i deputati dell’opposizione, ossia
dell’Aventino. Non a caso una parvenza di opposizione, più
culturale che politica, rimane al Senato, perché è di nomina
regia. Mussolini fa decadere i deputati, non i senatori. Per
cui nel Senato rimane una parvenza di opposizione, il cui
punto di riferimento è Croce.
Il fascismo intervenne pesantemente
anche nel settore dell'economia. Uno
dei primi provvedimenti voluti
da Mussolini, soprattutto per motivi
di prestigio internazionale, fu
la rivalutazione della lira. La
circolazione monetaria diminuì di
colpo, le banche restrinsero il credito,
i costi di produzione aumentarono
per cui i nostri prodotti non furono
più competitivi sui mercati
internazionali.
L’ECONOMIA DI MUSSOLINI
LE OPERE PUBBLICHE
Mussolini per diminuire la
disoccupazione diede il via
alla costruzione di opere
pubbliche, e bonifiche.
Questa cosa diminuì di
molto la disoccupazione.
POLITICA ESTERA DEL FASCISMO
La politica estera del fascismo è essenzialmente
di tipo “espansionistico”, e viene condotta per
motivi di grandezza e di prestigio.
Quello italiano è un imperialismo politico, però,
non economico (dal momento che i territori
conquistati hanno molte poche risorse),
intrapreso più che altro per raggiungere il livello
territoriale delle grandi potenze.
Per attuare una simile politica d’espansione è
necessario anche, in molti casi, mettere in
discussione i trattati di pace.
L’IMPERO DELL’AFICA ORINETALE ITALINA
anche con le opere pubbliche la disoccupazione
era sempre alta e il regime di conseguenza vide
come soluzione l’espansione coloniale per
occupare la manodopera in sovrabbondanza nel
paese e realizza le mire imperialistiche del duce.
fu individuata l'Etiopia anche essa membro
della società delle nazioni. Mussolini
fregandosene invase con l’esercito l'Etiopia e fu
definita dalle nazioni stato aggressore. nacque
così nacque l’impero dell’africa orientale
italiana. Nel 1938 mussolini pubblico le leggi
razziali in cui diceva che nessun ebreo poteva
entrare negli edifici pubblici, nella scuola, nella
società. Gli ebrei potevano solo nelle case
addette a loro.
PATTI LATERALENZI
Patti Lateranensi è il nome che è
stato stabilito per gli accordi di
mutuo riconoscimento tra il Regno
d'Italia e la Santa Sede sottoscritti
l'11 febbraio 1929, grazie ai quali
per la prima volta dall'Unità
d'Italia furono stabilite
regolari relazioni bilaterali tra Italia
e Santa Sede.
Presero il nome del Palazzo di
San Giovanni in laterano
Laterano in cui avvenne la firma
degli accordi, che furono
negoziati tra il Cardinale
Segretario di Stato Pietro
Gasparri per conto della Santa
Sede e il Capo del governo primo
ministro segretario di
Stato nonché duce d'Italia Benito
Mussolini per conto del Regno
d'Italia.
Il rapporto tra Stato e Chiesa era
precedentemente disciplinato
unilateralmente dalla cosiddetta
«legge delle Guarentigie», approvata
dal Parlamento italiano il 13
maggio 1871 dopo la presa di Roma.
La legge delle Guarentigie non venne
mai riconosciuta dai Pontefici, da Pio
IX in poi; la somma stanziata anno per
anno dal governo italiano venne
conservata in un apposito conto, in
attesa di concludere un accordo con la
Santa Sede.
ALLEANZA CON LA GERMANIA
Nel 1936 Mussolini insieme ad
Hitler firmarono un accordo
chiamato « asse Roma Berlino che
si trasformo in una alleanza politica
tra due stati totalitari e dittatoriali,
in occasione della guerra civile in
spagna. Questo patto si trasformò
in un patto ancora più forte
chiamato patto d’acciaio firmato nel
1940 con il Giappone.
Totalitarismo e seconda guerra mondiale filippo risoldi
Il nazismo è stato definito un
sistema politico totalitario, il che
vuol dire che il partito nazista ed
il suo capo, Adolf Hitler,
riuscirono a dominare in modo
completo e totale la società
tedesca, la sua politica, la sua
cultura, l’economia, nonché la
vita dei tedeschi: un dominio
assoluto che dal 1933 costituisce
una delle più grandi sfide alla
democrazia e al liberalismo.
Ciò che il nazismo voleva era
la morte di ogni teoria, di ogni
pensiero libero. Il volere del proprio
leader carismatico, Adolf Hitler, era
l’unica ispirazione dei tedeschi nella
Germania nazista. Il nazismo traeva
ispirazione dal fascismo,
riproponendo e rielaborando molti
elementi del modello fascista, ma
portandoli a conseguenze
più estreme. In ultima analisi, ciò
che Adolf Hitler voleva più di ogni
altra cosa era l’eliminazione di tutti i
nemici del popolo ‘ariano’.
La Repubblica di Weimar fu lo stato
con cui venne identificata
la Germania tra il 1919 ed il 1933.
Il primo tentativo di stabilire
una democrazia liberale in Germania
fu un periodo di grande tensione e di
conflitto interno nonché di grave crisi
economica, che si concluse con
l'ascesa al potere di Adolf Hitler e
del Partito Nazionalsocialista
Tedesco dei Lavoratori nel 1933.
LA REPUBCLICA DI WEIMAR
Anche se tecnicamente
la costituzione del 1919 non
venne mai revocata del tutto
fino a dopo la seconda guerra
mondiale, le misure legali
prese dal governo nazista nel
1933, comunemente note
come gleichschaltung, in
effetti distrussero tutti i
meccanismi forniti da un
normale sistema democratico
ed è quindi comune segnare il
1933 come la fine della
repubblica di Weimar.
L'indicazione Weimar deri
va dalla omonima città,
dove si tenne
un'assemblea nazionale
per redigere una
nuova costituzione dopo
la sconfitta tedesca
nella prima guerra
mondiale.
La nuova repubblica venne da
subito osteggiata sia dagli ambienti
di sinistra, sia soprattutto da quelli
di destra, che organizzarono atti
terroristici e persino un colpo di
Stato. La situazione fu aggravata
dal disastro economico, dalla
disoccupazione e da un’inflazione
galoppante, che resero
impossibile pagare i risarcimenti di
guerra alle potenze europee.
LA CRISI ECONOMICA DEL DOPO GUERRA
A garanzia del pagamento,
la Francia occupò il bacino
minerario della Ruhr (1923),
mettendo così in ginocchio
la Germania e contribuendo
ad esasperare il
risentimento e
l’aggressivo nazionalismo di
destra.
IL NAZISMO AL POTERE
Nel 1932 si contavano più di un
milione di disoccupati. Nelle elezioni
del novembre il partito
nazionalsocialista divenne il primo
partito della Germania e il
presidente Hindenburg fu costretto a
nominare Hitler cancelliere, nel 30
gennaio del 1933. pur non
ottenendo il massimo dei voti Hitler
si fece dare dal parlamento tutti i
poteri fondamentali, anche quello di
modificare la costituzione. Dopo la
morte del presidente Hindenburg si
fece nominare capo dello stato.
L’INCENDIO DEL PARLAMENTO
L'incendio del Reichstag fu
un incendi doloso al Palazzo del
Reichstag a Berlino avvenuto il 27
febbraio 1933. L'evento è considerato
cruciale per l'affermazione
del nazismo in Germania. Adolf
Hitler e Hermann Göring arrivarono poco
dopo, e quando fu loro mostrato Van der
Lubbe, un noto agitatore comunista,
Göring dichiarò immediatamente che il
fuoco dovesse esser stato appiccato dai
comunisti e fece arrestare i capi del
partito. Inoltre vennero arrestati e
processati i comunisti bulgari Georgi
Dimitrov, Blagoj Tanev e Vasil Popov.
LE LEGGI DI NORIMBERGA
Due anni prima gli ebrei erano già stati
esclusi dagli impieghi pubblici e dalle
professioni medica e legale. Intanto alla
discriminazione “legale” degli ebrei si
aggiungeva una crescente emarginazione
dalla vita sociale creata spontaneamente
dai cittadini: molti commercianti
vietarono loro l’ingresso nei bar e nei
negozi; elettricisti, falegnami, idraulici
ebrei persero la loro clientela; gli artisti
non trovarono più ingaggi per esibirsi in
pubblico. Fino alla pubblicazione delle
leggi di Norimberga che tolsero
completamente tutte le libertà.
Il 15 settembre 1935, durante
l’annuale congresso del partito
nazista a Norimberga, in
Germania, Hitler promulga
le leggi razziali, note come Leggi
di Norimberga dalla città da cui
furono emanate.
Le leggi di Norimberga
rappresentarono una
fondamentale tappa nel
processo che condusse
all’Olocausto negli anni
successivi.
La prima delle due leggi di
Norimberga, la legge sulla
cittadinanza del Reich, negava
agli ebrei la cittadinanza
germanica. Gli ebrei non furono
più considerati cittadini
tedeschi ma “appartenenti allo
stato”, cioè sudditi. Questo
comportò la perdita di tutti i
diritti garantiti ai cittadini
come, ad esempio, il diritto di
voto.
La seconda legge,
la legge per la
protezione del sangue
e dell’onore tedesco,
proibiva i matrimoni e
le convivenze tra ebrei
e tedeschi. Inoltre la
legge proibiva il lavoro
di ragazze tedesche al
di sotto dei 45 anni di
età in famiglie ebree.
LE SSGià nel 1921 il partito nazista aveva
formato delle formazioni paramilitari,
le SA. Nel 30 giugno del 1934, Hitler
insofferente della capacità di azione
delle SA, ordinò alle SS di ammazzare
tutte le SA nella notte dei lunghi
coltelli. Le SS vennero formate
nel 1925, reclutando appartenenti
delle SA, di cui fino al 1926 fecero
parte, per essere la guardia personale
di Adolf Hitler e per sorvegliare i raduni
del partito.
Il 6 gennaio 1929 Hitler
nominò Heinrich
Himmler capo delle SS,
le quali al momento
contavano solo 280
uomini. Con
l'approvazione di Hitler,
Himmler ampliò i ranghi
delle SS e per la fine
del 1932 queste
contavano già 52 000
membri. Dopo un solo
anno erano arrivate a
oltre 209 000 uomini.
LA POLITICA ESTERA
Secondo i trattati di Versailles, la
Germania non avrebbe potuto riarmarsi
e il suo esercito non avrebbe dovuto
superare le 100 000 unità. Hitler mostrò
di non prendere in nessuna
considerazione queste clausole; anzi,
appena giunto al potere, l Reich si ritirò
dalla Società delle Nazioni. Il Fuhrer
aveva deciso di agire in maniera del tutto
indipendente rispetto la comunità
internazionale.
I governi europei, tuttavia, non
presero sul serio il programma
hitleriano e per un certo
periodo continuarono a
ignorare le dichiarazioni del
Fuhrer. Finché la vasta
operazione di riarmò inizio a
suscitare allarme. Dal punto di
vista diplomatico, fondamentali
risultarono l’Asse Roma Berlino
del 1936 e la successione
stipula l’anno seguente
dell’Asse Roma-Berlino-Tokyo.
L’INVASIONE DELL’AUSTRIA
Il termine tedesco Anschluss si
riferisce, in senso strettamente
politico, all'annessione
dell'Austria alla Germania
nazista nel 1938 per formare la
"Grande Germania". Questo
termine si contrappone
all'Ausschluss, l'esclusione
dell'Austria dalla Germania,
all'epoca sotto l'implicita
dominazione del Regno di Prussia.
I SUDETI
Dopo l’annessione
dell’austria Hitler rivolse le
sue attenzione ai sudeti,
posto dove ci sono molti
tedeschi. Hitler rivendicò
questa cosa fino ad
invaderla con l’esercito.
Questa cosa fu
riconosciuta dalla società
delle nazione solo nel
1938.
Totalitarismo e seconda guerra mondiale filippo risoldi
Il termine stalinismo, in
senso stretto, indica
la politica di Stalin nel
periodo in cui fu a capo
dell'URSS, dal 1924 al 1953,
ma di fatto ebbe profonde
peculiarità che lo distinguono
dalla linea politica di
altri teorici comunisti, sia
dal leninismo concepito
da Lenin.
Prendendo in
considerazione l'analisi della
storia proposta da molti
teorici del marxismo-
leninismo, il termine
"stalinismo" risulta
storicamente inesatto,
ritenuto un sinonimo
semplicistico di derivazione
anti-sovietica del più
corretto marxismo-leninismo
teorizzato da Lenin.
Questo perché Stalin, a
differenza di Lenin, non ha
mai fatto riferimento, nei
suoi saggi, ad una
presunta nuova via
personale al Marxismo,
non ha mai utilizzato il
termine "stalinismo", ma ha
sempre fatto riferimento, al
marxismo di matrice
leninista, del quale si
riteneva il legittimo
successore.
LA POLITICA INTERNA DI STALIN
Nella politica interna Stalin istituì i
golsplan per controllare l’economia
attraverso i piani quinquennali.
Consistevano del dare una precisa
quantità i merce da produrre in cinque
anni.
Il primo piano quinquennali entrò in
vigore nel 1928 e il suo principale scopo
era quello di far rifiorire l’industria
pesante. In questi piani includevano
anche la produzione e la distribuzione di
vaccini.
I GULAG
I gulag sarebbero i così
detti campi di lavoro dove
venivano mandati tutti i
traditori del regime e chi si
ribellava a Stalin. Il periodo
dove vennero mandate più
persone è stato durante il
periodo delle grandi
purghe o terrore staliniano.
Totalitarismo e seconda guerra mondiale filippo risoldi
La seconda guerra mondiale fu il conflitto
armato che tra il 1939 e il 1945 vide
contrapporsi da un lato le potenze
dell'Asse e dall'altro i Paesi Alleati.
Viene definito "mondiale" in quanto, così
come già accaduto per la grande guerra,
vi parteciparono nazioni di tutti
i continenti e le operazioni belliche
interessarono gran parte del pianeta.
Ebbe inizio il 1º settembre 1939 con
l'attacco della Germania nazista alla
Polonia e terminò, nel teatro europeo, l'8
maggio 1945 con la resa tedesca e
in quello asiatico il successivo 2
settembre con la resa dell'Impero
giapponese.
Il patto Molotov-Ribbentrop, talvolta
chiamato patto Hitler-Stalin, fu un trattato di non
aggressione fra la Germania nazista e l'Unione
Sovietica.
Venne firmato a Mosca il 23 agosto 1939 dal
ministro degli Esteri sovietico Vjačeslav Molotov e
dal ministro degli Esteri tedesco Joachim von
Ribbentrop. Si trattò di una conseguenza della
decisione di Stalin, dubbioso della reale volontà
delle potenze europee occidentali di opporsi
all'espansionismo aggressivo della Germania
nazista, di ricercare un accordo con Hitler per
contenerne la spinta verso est, per acquisire vasti
territori appartenuti all'impero zarista e per
dirottare le mire tedesche verso ovest,
guadagnando tempo per rafforzare i suoi
preparativi militari. Questo patto diceva che la
polonia appena invasa doveva essere divisa in due
tra la Germania e la Russia.
IL PATTO DI NON AGGRESSIONE
La campagna di Polonia fu
un'operazione militare diretta
all'invasione territoriale
della Polonia compiuta in due
distinte fasi: dal primo
settembre 1939 dalla Germania
e dal 17 settembre dall'Unione
Sovietica, allo scopo di spartirsi
il territorio polacco al termine
delle operazioni.
LA CAMPAGNA DELLA POLONIA
La campagna della Polonia iniziata
il primo settembre ebbe termine il
6 ottobre con la resa delle ultime
forze polacche; l'invasione della
Polonia segnò l'inizio
della seconda guerra mondiale, in
quanto l'aggressione tedesca
spinse, il 3 settembre, i
paesi alleati della Polonia, Regno
Unito e Francia, a dichiarare
guerra alla Germania nazista. La
Polonia fu divisa tra la Germania e
l’URSS il 28 settembre 1940.
L’ESPANZIONE DELLA GERMANIA
Nell’aprile del 1940 la Germania inizia
la sua espansione, invadendo la
Norvegia e la Danimarca.
Successivamente per arginare la linea
Maginot Hitler invade l’olanda, il Belgio
e il Lussemburgo. Nel 14 giugno del
1940 le truppe delle Germania entrano
a Parigi che successivamente fu
impostato un armistizio. Questo
armistizio diceva che la Francia doveva
essere spezzata in due dove la parte
con capitale a Parigi diveniva di
proprietà della Germania e il centro-
sud ea in mano al maresciallo Eptani
con capitale Vichy.
L’INVASIONE DELLA FRANCIA
La campagna di Francia, fu
l'insieme delle operazioni
militari tedesche che
portarono all'invasione della
Francia, del Belgio, dei Paesi
Bassi e del Lussemburgo
durante la seconda guerra
mondiale. La campagna
militare consistette in due
grandi operazioni denominate
dal comando supremo
tedesco, Fall Gelb, e Fall Rot .
La prima operazione,
iniziata il 10 maggio 1940 al
termine della cosiddetta
strana guerra, si riferisce
all'invasione tedesca del
Belgio, dei Paesi Bassi, del
Lussemburgo e
della Francia. Mentre la
seconda operazione si
riferisce all'aggiramento
della Linea Maginot e del
consolidamento
dell'avanzata all'interno
della Francia.
L’ITALIA ENTRA IN GUERRA
Mussolini pensando che la
guerra fosse finita, e desiderosi
de poter partecipare alla
conferenza di pace come
vincitore entra in guerra nel 10
GIUGNO DEL 1940. per iniziare
invade la franchia meridionale e
nel 29 ottobre dichiara guerra
alla penisola Balcanica.
AFFITTI E PRESTITI
La prima operazione, iniziata il
10 maggio 1940 al termine
della cosiddetta strana guerra,
si riferisce all'invasione tedesca
del Belgio, dei Paesi Bassi, del
Lussemburgo e della Francia.
Mentre la seconda operazione
si riferisce all'aggiramento
della Linea Maginot e del
consolidamento dell'avanzata
all'interno della Francia.
IL PATTO TRIPARTITO
Nel settembre del 1940 la Germania, l’Italia e il
Giappone firmano il patto tripartito. Il patto
tripartito o trattato tripartito fu un accordo
sottoscritto a Berlino il 27 settembre 1940 dal
governo del Terzo Reich tedesco, dal Regno
d'Italia e dall'Impero giapponese al fine di
riconoscere le aree di influenza in Europa e Asia.
In Italia esso fu subito battezzato "Roberto",
acronimo di Roma-Berlino-Tokyo.
Ufficiosamente, secondo il trattato, queste tre
potenze si legittimavano il diritto di potenza
"guida", ciascuna in una propria area: L'Europa
per la Germania, il Mediterraneo per l'Italia,
l'Estremo Oriente per il Giappone.
LA BATTAGLIA D’INGHILTERRA
La battaglia d'Inghilterra è il nome
storico della campagna aerea svoltasi
nella seconda guerra mondiale e
combattuta dalla aeronautica militare
tedesca, la Luftwaffe, contro il Regno
Unito tra l'estate e l'autunno del 1940.
L'obiettivo della campagna era di
guadagnare la superiorità aerea sulla
aviazione militare britannica, la Royal Air
Force (RAF), e particolarmente contro i
suoi aerei da caccia inquadrati nel RAF
Fighter Command.
La battaglia d'Inghilterra fu
la prima grande campagna di
guerra ad essere combattuta
interamente da forze aeree[e
fu anche la più grande e
intensa azione di
bombardamento aereo fino
a quella data. Nel luglio
1940, gli obiettivi principali
furono i convogli di
rifornimento e i porti,
quali Portsmouth; un mese
dopo, la Luftwaffe iniziò a
colpire gli aeroporti e le
infrastrutture della RAF.
LA CAMPAGNA DEI BALCANI
L'Italia dopo una serie di
vittorie perde nella Grecia
dovuta alla sua forte
resistenza. Hitler fu costretto
ad inviare un esercito in
aiuto all'Italia. Dopo l’arrivo
dell’esercito i Balcani
entrarono in possesso della
Germania.
INVASIONE ALL’AFRICA DEL NORD
Anche in africa segue una
serie di vittoria da parte
dell’Italia ma
successivamente ci fu una
serie di sconfitte e cosi
anche in africa fu costretto
a mandare delle divisione,
africa korps con a capo
Rommel e così seguirono
una serie di vittorie.
OPERAZIONE BARBAROSSA
Operazione Barbarossa è stata la
denominazione in
codice tedesca per l'invasione
dell'Unione Sovietica durante
la seconda guerra mondiale; tale
nome fu ispirato dalle gesta
dell'imperatore Federico Barbarossa.
L'attacco, previsto originariamente
per il 15 maggio 1941, venne
posposto da Hitler prima al 27 dello
stesso mese e successivamente al 22
giugno, a causa del colpo di Stato
anti-tedesco di Belgrado.
Fu la più vasta operazione militare
terrestre di tutti i tempi; il fronte orientale,
aperto con l'inizio dell'operazione, fu il più
grande e importante teatro bellico
dell'intera seconda guerra mondiale e vi si
svolsero alcune tra le più grandi e
sanguinose battaglie della storia. Nei
quattro anni che seguirono l'apertura delle
ostilità tra Germania ed Unione Sovietica,
decine di milioni di militari e civili persero
la vita o patirono enormi sofferenze, sia a
causa degli aspri ed incessanti scontri che
delle condizioni di vita miserevoli in cui
vennero a trovarsi.
PEAR HARBUR
L'attacco di Pearl Harbor fu un'operazione che
ebbe luogo il 7 dicembre 1941 nella quale forze
aeronavali giapponesi attaccarono la flotta e le
installazioni militari statunitensi stanziate nella
base navale di Pearl Harbor, nelle isole Hawaii.
L'operazione fu attuata in assenza
della dichiarazione di guerra da parte
giapponese, che fu formalizzata soltanto ad
attacco iniziato, e provocò l'ingresso
nella seconda guerra mondiale degli Stati
Uniti dove si sviluppò nell'opinione pubblica un
forte sentimento di riprovazione e di odio verso
il Giappone. Il presidente Franklin Delano
Roosevelt parlò di Day of infamy.
GLI USA ENTRANO IN GUERRA
La storia militare degli Stati Uniti d'America
nella seconda guerra mondiale riguarda il
conflitto combattuto dagli Stati Uniti contro
l'impero del Giappone, la Germania nazista e
l'Italia fascista, cominciato con l'attacco a
Pearl Harbor il 7 dicembre 1941.
Durante i primi due anni della seconda guerra
mondiale gli Stati Uniti mantennero
formalmente la neutralità, ma furono fin
dall'inizio favorevoli alla Gran Bretagna e
alla Francia; dopo la sconfitta delle potenze
occidentali nel 1940, rifornirono, in base alla
legge votata l'11 marzo 1941, il Lend-Lease
Act, i britannici, i sovietici e i cinesi con
enormi quantità di beni di guerra, e truppe
americane sostituirono i soldati britannici
in Islanda.
LA BATTAGLIA DI STALINGRADO
Con il termine battaglia di Stalingrado si
intendono i duri combattimenti svoltisi
durante la seconda guerra mondiale che,
tra l'estate del 1942 e il 2 febbraio 1943,
opposero i soldati dell'Armata Rossa alle
forze tedesche, italiane, rumene ed unghe
resi per il controllo della regione strategica
tra il Don e il Volga e dell'importante
centro politico ed economico di
Stalingrado, sul fronte orientale.
La battaglia, iniziata nell'estate 1942
con l'avanzata delle truppe
dell'Asse fino al Don e al Volga, ebbe
termine nell'inverno 1943, dopo una
serie di fasi drammatiche e
sanguinose, con l'annientamento della
sesta Armata tedesca rimasta
circondata a Stalingrado e con la
distruzione di gran parte delle altre
forze germaniche e dell'Asse
impegnate nell'area strategica
meridionale del fronte orientale.
LA BATTAGLIA DI EL-ALAMEIN
La prima battaglia di El
Alamein fu una battaglia
combattuta nello scacchiere del
Nordafrica durante la seconda
guerra mondiale, tra le forze
italo-tedesche al comando
di Erwin Rommel, e l‘ottava
Armata britannica al comando
di Claude Auchinleck. Con
questa battaglia gli alleati
conquistarono tutta l’africa del
nord, adesso si tratta di colpire
al cuore dell'Europa.
Lo sbarco in Sicilia fu attuato
dagli Alleati sulle coste siciliane il 10
luglio 1943, durante la seconda guerra
mondiale, con l'obiettivo di aprire un
fronte nell'Europa continentale,
invadere e sconfiggere l'Italia e, infine,
concentrare in un secondo momento i
propri sforzi contro la Germania
nazista. Dopo la caduta di Pantelleria,
fu la prima grande operazione delle
truppe alleate sul
suolo italiano durante la guerra e segnò
l'inizio della campagna d'Italia.
LO SBARCO IN SICILIA
Lo sbarco in Sicilia costituì una
delle più grandi operazioni
anfibie della seconda guerra
mondiale, a cui presero parte
due grandi unità alleate: la 7ª
Armata statunitense al comando
del generale George Smith
Patton e l'8ª Armata
britannica al comando del
generale Bernard Law
Montgomery, riunite nel 15º
Gruppo d'armate sotto la
responsabilità del generale
britannico Harold Alexander.
Le due armate sbarcarono nella
zona sud-orientale della Sicilia con
il compito di avanzare
contemporaneamente all'interno
dell'isola: la 7ª Armata di Patton
sarebbe dovuta progredire
verso Palermo e occupare la parte
occidentale dell'isola, mentre l'8ª
Armata di Montgomery avrebbe
dovuto marciare lungo la parte
centro-orientale della Sicilia
verso Messina, compiendo in linea
teorica un'azione a tenaglia che
avrebbe dovuto imprigionare le
forze dell'Asse, raggruppate
nella 6ª Armata
italiana comandata dal
generale Alfredo Puzzoni.
L’ARMISTIZIO DELL’ITALIA
L'armistizio di Cassabile, fu un accordo siglato
segretamente il 3 settembre del 1943, nella
contrada Santa Teresa Longarini di Siracusa,
distante 3 km dal borgo di Cassabile, località
dalla quale l'armistizio prese il nome.
Costituì l'atto con il quale il Regno
d'Italia cessò le ostilità verso
gli Alleati durante la seconda guerra
mondiale e l'inizio di fatto della resistenza
italiana contro il nazifascismo.
Poiché tale atto stabiliva la sua entrata in
vigore dal momento del suo annuncio
pubblico, esso è comunemente datato all'8
settembre.
La Resistenza italiana, comunemente
chiamata Resistenza, anche detta Resistenza
partigiana o Secondo Risorgimento, fu
l'insieme dei movimenti politici e militari che in
Italia dopo l'armistizio di Cassabile si opposero
al nazifascismo nell'ambito della guerra di
liberazione italiana.
Nella Resistenza vanno individuate le origini
stesse della Repubblica Italiana: l'Assemblea
Costituente fu in massima parte composta da
esponenti dei partiti che avevano dato vita al
CLN, i quali scrissero
la Costituzione fondandola sulla sintesi tra le
rispettive tradizioni politiche ed ispirandola ai
princìpi della democrazia e dell'antifascismo.
LA RESISTENZA PARTIGANA
Il movimento della Resistenza fu
caratterizzato in Italia dall'impegno
unitario di molteplici e talora opposti
orientamenti politici, in maggioranza
riuniti nel Comitato di Liberazione
Nazionale, i cui partiti componenti
avrebbero più tardi costituito insieme i
primi governi del dopoguerra.
Il periodo storico in cui il movimento fu
attivo, comunemente indicato come
"Resistenza", inizia dopo l'armistizio dell'8
settembre 1943 e termina nei primi giorni
del maggio 1945, durando quindi venti
mesi circa.
La scelta di celebrare la fine di quel periodo
con il 25 aprile 1945 fa riferimento alla data
dell'appello diramato dal CLNAI per
l'insurrezione armata della città di Milano,
sede del comando partigiano dell'Alta Italia.
Alcuni storici hanno evidenziato più aspetti
contemporaneamente presenti all'interno
del fenomeno della Resistenza: "guerra
patriottica" e lotta di liberazione da un
invasore straniero; insurrezione
popolare spontanea; "guerra civile"
tra antifascisti e fascisti, collaborazionisti
con i tedeschi; "guerra di classe" con
aspettative rivoluzionarie soprattutto da
parte di alcuni gruppi
partigiani socialisti e comunisti.
LO SBARCO IN NORMANDIA
Lo sbarco in Normandia con nome in
codice operazione Neppure, parte
marittima della più ampia operazione
Over lord fu una delle più grandi
invasioni anfibie della storia, messa in
atto dalle forze alleate durante
la seconda guerra mondiale per aprire
un secondo fronte in Europa, dirigersi
verso la Germania nazista e allo stesso
tempo alleggerire il fronte orientale, sul
quale da tre anni l'Armata Rossa stava
sostenendo un aspro confronto contro i
tedeschi. L'invasione iniziò nelle prime
ore di martedì 6 giugno 1944.
questa data è conosciuta come D-Day,
quando toccarono terra nella penisola
del cotentin e nella zona di Caen le truppe
alleate aviotrasportate, che aprirono la
strada alle forze terrestri. All'alba del 6
giugno, precedute da un imponente
bombardamento aeronavale, le fanterie
sbarcarono su cinque spiagge.
Esse si trovavano all'interno di una fascia
lunga circa ottanta chilometri sulle coste
della Normandia: nel settore statunitense
dell'invasione, tre divisioni di fanteria
presero terra alle ore 06:30 sulle spiagge
denominate Utah e Omaha, mentre nel
settore anglo-canadese, un'ora più tardi altre
tre divisioni sbarcarono in altrettante spiagge
denominate Sword, Juno e Gold.
Le truppe che toccarono queste
spiagge subirono la reazione
nemica, che in diversi settori fu
molto pesante e causò gravi
perdite. Dopo essersi attestati
sulle spiagge e aver violato il
famoso Vallo Atlantico durante
lo stesso D-Day, gli uomini
sarebbero dovuti avanzare per
dirigersi il più velocemente
possibile verso obiettivi situati
più in profondità per rafforzare
la testa di ponte e minacciare le
vie di rinforzo nemiche.
LA FINE DEL FASCISMO
La caduta del fascismo, in Italia spesso indicata
come 25 luglio 1943 o semplicemente 25 luglio dalla
data cui si svolsero i fatti, o anche ordine del giorno
Grandi, fu l'avvenimento che diede inizio alla fine
del fascismo in Italia.
L'espressione fa riferimento ad una seduta del Gran
Consiglio del Fascismo durante la quale venne
discusso l'ordine del giorno presentato dal
gerarca Dino Grandi, che prevedeva l'estromissione
di Benito Mussolini dal governo del Regno d'Italia. Il
re Vittorio Emanuele III di Savoia ordinò quindi
l'arresto di Mussolini provocando la fine del
ventennale regime fascista, affidando il governo al
maresciallo d'Italia Pietro Badoglio. Il testo completo
e l'originale dell'ordine del giorno Grandi furono
pubblicati nel 1965 dalla rivista Epoca, grazie al
ritrovamento dei documenti conservati da Nicola De
Cesare, segretario personale di Mussolini nel 1943.
LA MORTE DI MUSSOLINI
La morte di mussolini
è avvenuta il 26 aprile
del 1944. fu arrestato
il giorno prima e fu
fucilato al piazzale
Loreto, Milano, dove
prima erano stati
uccisi 15 partigiani
La battaglia di Berlino fu lo scontro finale
del teatro europeo della seconda guerra
mondiale. A partire dal 16 aprile 1945, l'Armata
Rossa sferrò il grande attacco sulla linea
dell'Oder per distruggere le forze tedesche
poste a difesa del cuore della Germania e
conquistare la capitale del Reich.
Dopo scontri molto aspri, dure perdite per
entrambe le parti e alcuni disperati tentativi di
resistenza delle raccogliticce e disomogenee
forze tedesche, i sovietici, in netta superiorità
numerica e di mezzi terrestri e aerei, riuscirono,
al comando del maresciallo Georgij Žukov e del
maresciallo Ivan Konev, a portare a termine la
loro missione, a distruggere o catturare il grosso
delle forze nemiche e circondare e
conquistare Berlino. Questo avvenne nel 2
maggio 1945.
LA PRESA DI BERLINO
LA MORTE DI HITLER
La morte di Adolf
Hitler avvenne il 30
aprile 1945 per suicidio m
ediante un colpo di pistola
alla testa dopo aver
ingerito una capsula
di cianuro presso il
suo Führerbunker a
Berlino.
I trattati di Parigi furono dei trattati
di pace firmati nella capitale
francese il 10 febbraio 1947 dopo
la fine della seconda guerra
mondiale.
La sottoscrizione dei trattati fu
preceduta da una conferenza di
pace che si svolse parimenti
a Parigi, tra il 29 luglio e il 15
ottobre 1946. questo trattato
diceva che la Germania doveva
essere divisa in 4 quattro parti
rispettivamente a chi la aveva
conquistata.
I TRATTATI DI PACE
La Costituzione della Repubblica Italiana è
la legge fondamentale dello Stato italiano e
occupa il vertice della gerarchia delle
fonti nell'ordinamento giuridico della
Repubblica. Essa è considerata una costituzione
scritta, rigida, lunga, votata, compromissoria,
laica, democratica e programmatica.
Approvata dall'Assemblea Costituente il 22
dicembre 1947 e promulgata dal capo
provvisorio dello Stato De Nicola il 27 dicembre
seguente, fu pubblicata sulla Gazzetta
Ufficiale n. 298, edizione straordinaria, dello
stesso giorno, ed entrò in vigore il 1º gennaio
1948. Consta di 139 articoli e di 18 disposizioni
transitorie e finali.
LA COSTITUZIONE ITALIANA
La nascita della Repubblica Italiana avvenne a
seguito dei risultati
del referendum istituzionale del 2 e 3
giugno 1946, indetto per determinare la forma
di governo da dare all'Italia dopo la seconda
guerra mondiale.
Per la prima volta in una consultazione politica
nazionale votavano anche le donne: risultarono
votanti circa 13 milioni di donne e circa 12
milioni di uomini, pari complessivamente
all'89,08% degli allora 28 005 449 aventi diritto
al voto.
I risultati furono proclamati dalla Corte di
cassazione il 10 giugno 1946: 12 717 923
cittadini favorevoli alla repubblica e 10 719 284
cittadini favorevoli alla monarchia. Il giorno
successivo tutta la stampa dette ampio risalto
alla notizia.
IL REFERENDUM DEL 1946
Totalitarismo e seconda guerra mondiale filippo risoldi

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Totalitarismo e seconda guerra mondiale filippo risoldi

  • 2. COSA E’ UN TOTALITALISMO; IL FASCISMO; IL NAZISMO; LO STALINISMO; SECONDA GUERRA MONDIALE;
  • 4. Il totalitarismo è un Ideal tipo usato da alcuni scienziati politici e storici per spiegare le caratteristiche di alcuni regimi nati nel XX secolo, che mobilitarono intere popolazioni nel nome di un'ideologia o di una nazione. Il totalitarismo è un regime politico in cui non solo il potere è concentrato nelle mani di un capo o di un ristretto gruppo dominante, ma nel quale uno stato assume tutto il controllo di tutti gli aspetti di vita degli individui e della società.
  • 5. È il termine più usato dagli storici per definire un tipo di regime politico, affermatosi nel XX secolo al quale possono essere ricondotti il nazismo, il fascismo e il marxismo-leninismo di matrice stalinista. Il regime totalitario è caratterizzato soprattutto dal tentativo di controllare capillarmente la società in tutti gli ambiti di vita, imponendo l'assimilazione di un'ideologia: il partito unico che controlla lo Stato non si limita cioè a imporre delle direttive, ma vuole mutare radicalmente il modo di pensare e di vivere della società stessa.
  • 7. uomo politico tedesco (Braunau, Austria superiore, 1889 - Berlino 1945). Figlio di un doganiere austriaco, rimasto orfano si trasferì a Vienna (1906) per studiare pittura, ma non fu ammesso all'Accademia di belle arti e conobbe la miseria. Arruolato nell'esercito bavarese (1914), caporale, fu ferito sulla Somme (ottobre 1916) e colpito dai gas nella zona della Fiandre (ottobre 1918). Un suo superiore, Gottfried Feder, lo mise in contatto (luglio 1919) con il partito dei lavoratori tedeschi, piccolo gruppo di estrema destra diretto da Anton Drexler.
  • 9. Iosif Vissarionovič Džugašvili è stato un rivoluzionario, politico e milita re sovietico bolscevico conosciuto anche come Josif Stalin e con versione italianizzata Giuseppe Stalin, segretario generale del Partito Comunista dell'Unione Sovietica e, in tale ruolo, assumendo sempre più potere, a partire dal 1924, divenne progressivamente il dittatore del suo Paese fino alla morte, avvenuta nel 1953.
  • 11. Benito Amilcare Andrea Mussolini è stato un politico, dittatore e giornalista italiano. Fondatore del fascismo, fu presidente del Consiglio del Regno d'Italia dal 31 ottobre 1922 al 25 luglio 1943. Nel gennaio 1925 assunse de facto poteri dittatoriali e dal dicembre dello stesso anno acquisì il titolo di capo del governo primo ministro segretario di Stato. Dopo la guerra d'Etiopia, aggiunse al titolo di duce quello di "Fondatore dell'Impero" e divenne Primo maresciallo dell'Impero il 30 marzo 1938. Fu capo della Repubblica Sociale Italiana dal settembre 1943 al 27 aprile 1945.
  • 13. Il fascismo è stato un movimento politico nato in Italia all'inizio del XX secolo, soprattutto per iniziativa del politico e giornalista italiano Benito Mussolini. Il Fascismo, il cui nome deriva dal "fascio littorio", simbolo del potere in Roma antica, nacque nel 1919 in Italia, dove conquistò il potere nel 1922 conservandolo fino al 1943. BENITO MUSSOLINI
  • 14. Il fascismo, fu caratterizzato dalla concentrazione del potere nelle mani di un unico partito, da un’ideologia basata sul culto del "duce", dalla soppressione di tutte le libertà politiche e civili, dall' ideale di collaborazione tra le classi, da un apparato di propaganda orientato all'inquadramento delle masse in organizzazioni politiche funzionali al regime. ESEMPIO DI SCULTURA FASCISTA MUSSOLINI SALUTA IL POPOLO
  • 15. IL BIENNIO ROSSO Il biennio rosso in Italia è la locuzione con cui viene comunemente indicato il periodo della storia d'Italia compreso fra il 1919 e il 1920, caratterizzato da una serie di lotte operaie e contadine che ebbero il loro culmine e la loro conclusione con l'occupazione delle fabbriche del settembre 1920. MANIFESTO DI PROTESTA CONTRO LE FABBRICHE OCCUPAZIONE DI UNA FABBRICA
  • 16. In tale periodo si verificarono, soprattutto nell'Italia centro- settentrionale, mobilitazioni contadine, tumulti annonari, manifestazioni operaie, occupazioni di terreni e fabbriche con, in alcuni casi, tentativi di autogestione. Le agitazioni si estesero anche alle zone rurali e furono spesso accompagnate da scioperi, picchetti e scontri. Una parte della storiografia estende la locuzione ad altri paesi europei, interessati, nello stesso periodo, da analoghi moti.
  • 17. L'espressione "biennio rosso" entrò nell'uso comune già nei primi anni venti, con accezione negativa; venne utilizzata da pubblicisti di parte borghese per sottolineare il grande timore suscitato, nelle classi possidenti, dalle lotte operaie e contadine che ebbero luogo nel 1919-20, e quindi per giustificare la reazione fascista che ne seguì.
  • 18. Negli anni settanta, il termine "biennio rosso", questa volta con connotazioni positive, venne ripreso da una parte della storiografia, politicamente impegnata a sinistra, che incentrò la sua attenzione sulle agitazioni del 1919-20, considerandole come uno dei momenti di più forte scontro di classe e come esperienza esemplare nella storia delle relazioni che intercorrono fra l'organizzazione della classe operaia e la spontaneità delle sue lotte.
  • 19. L’ASCESA DI POTERE DEL FASCISMO Nel 1919 si verificarono le prime elezioni del dopoguerra e si erano creati nuovi partiti politici, per esempio il partito popolare a nome di Luigi Sturzo, il partito democratico e a nome di Benito mussolini, nel 1919 il partito fascista che nel 1921 sarebbe diventato partito nazionale fascista. Le elezione del 1919 non portarono a niente e gli italiani furono costretti a riandare alle urna nella primavera dell’anno seguente.
  • 20. Anche queste elezioni non portarono a quasi nulla perché nessun partito raggiunge il numero di elettori per poter prendere il controllo. Così gli italiani furono costretti a riandare alle urna del 1921, anche queste elezioni non portarono a niente. Dopo questa sconfitta Mussolini intensificò l’uso della violenza, nacquero così le squadracce.
  • 21. MARCIA SU ROMA Nel 28 ottobre del 1922 Mussolini incominciò la cosiddetta marcia su Roma dove radunò tutte le squadracce e si diresse verso Roma. Il questo momento il governo era guidato da luigi facta che disse al re di proclamare lo stato di assedio ma dopo un po’ di tempo il re Vittorio Emanuele III rifiutò e diede il compito a mussolini di formare il nuovo governo.
  • 22. Dopo questa cosa facta si dimise. Nel nuovo governo dovevano partecipare tutti i partiti politici. Anche Giolitti che aveva sempre dimostrato una certa diffidenza nel fascismo lo appoggio, nell’errata convinzione di poterlo usare in un primo tempo per arginare l’avanzata delle sinistre e per poi sbarazzarsene in un secondo momento.
  • 23. FASE LEGALITARTIA Nella fase legalitaria di mussolini, capo del governo e duce del fascismo. Creerà il Gran Consiglio del fascismo ( nel 1922), cui diede carattere istituzionale, stabilendo che doveva essere interpellato su ogni questione costituzionale. Fu intanto costituita la Milizia Volontaria per la sicurezza nazionale, un corpo armato posto direttamente agli ordini del capo del governo: in lui riconoscevano il proprio duce.
  • 24. Fu fatto credere che quella milizia sarebbe servita ad assorbire lo squadrismo, e quindi neutralizzarlo; in realtà “le squadre” continuarono a essere uno strumento efficace della repressione fascista. Nel 1924 Mussolini godeva di poteri straordinari: presidente del consiglio e ministro degli Interni e degli Esteri. Ma la sua posizione non era ancora del tutto consolidata, perché non poteva disporre di una maggioranza parlamentare.
  • 25. Per ottenerla, fece approvare una nuova legge elettorale, detta legge Acerbo, dal nome del deputato fascista che ne stese il testo. In base alle nuove norme il partito di maggioranza relativa che avesse ottenuto almeno il 25% dei voti, avrebbe avuto il diritto al 65% dei seggi nella Camera dei Deputati.
  • 26. ASSASSINIO DI MATTEOTTI Giacomo Matteotti si accorse di queste cose che faceva il fascismo e lì denuncio nel parlamento con un discorso. Questa cosa a Mussolini non va bene e fece uccidere Matteotti in segreto dalle sue squadracce. Lui nel 3 gennaio 1925 si prese la responsabilità politica morale e storica.
  • 27. Anche altri si accorsero di questa cosa e per denunciarli salinaro sul monte Aventino e rimasero lì, questo fatto passò alla storia come secessione dell’Aventino. Questa cosa diede spazio libero a Mussolini e in questo periodo pubblicò diversi leggi a suo favore trasformando il paese in un regime dittatoriale e totalitario.
  • 28. LE LEGGI FASCISTISSIME Nel 1925-26 pubblica le leggi fasciatissime che abolivano tutti le libertà democratiche. Queste leggi dicevano  impedita qualsiasi libertà di stampa e associazione (quindi viene abrogato lo Statuto Albertino);  Si inaugura la prassi del partito unico, perché vengono sciolti tutti i partiti antifascisti;  Viene esautorato completamente il Parlamento con una legge che tesa a rafforzare il capo del Governo rispetto agli altri ministri, ma soprattutto rispetto al Parlamento. La legge è tale al punto che il Capo del Governo diventa responsabile solo davanti al re;  Abolite le autonomie locali;  Dichiarati decaduti tutti i deputati dell’opposizione, ossia dell’Aventino. Non a caso una parvenza di opposizione, più culturale che politica, rimane al Senato, perché è di nomina regia. Mussolini fa decadere i deputati, non i senatori. Per cui nel Senato rimane una parvenza di opposizione, il cui punto di riferimento è Croce.
  • 29. Il fascismo intervenne pesantemente anche nel settore dell'economia. Uno dei primi provvedimenti voluti da Mussolini, soprattutto per motivi di prestigio internazionale, fu la rivalutazione della lira. La circolazione monetaria diminuì di colpo, le banche restrinsero il credito, i costi di produzione aumentarono per cui i nostri prodotti non furono più competitivi sui mercati internazionali. L’ECONOMIA DI MUSSOLINI
  • 30. LE OPERE PUBBLICHE Mussolini per diminuire la disoccupazione diede il via alla costruzione di opere pubbliche, e bonifiche. Questa cosa diminuì di molto la disoccupazione.
  • 31. POLITICA ESTERA DEL FASCISMO La politica estera del fascismo è essenzialmente di tipo “espansionistico”, e viene condotta per motivi di grandezza e di prestigio. Quello italiano è un imperialismo politico, però, non economico (dal momento che i territori conquistati hanno molte poche risorse), intrapreso più che altro per raggiungere il livello territoriale delle grandi potenze. Per attuare una simile politica d’espansione è necessario anche, in molti casi, mettere in discussione i trattati di pace.
  • 32. L’IMPERO DELL’AFICA ORINETALE ITALINA anche con le opere pubbliche la disoccupazione era sempre alta e il regime di conseguenza vide come soluzione l’espansione coloniale per occupare la manodopera in sovrabbondanza nel paese e realizza le mire imperialistiche del duce. fu individuata l'Etiopia anche essa membro della società delle nazioni. Mussolini fregandosene invase con l’esercito l'Etiopia e fu definita dalle nazioni stato aggressore. nacque così nacque l’impero dell’africa orientale italiana. Nel 1938 mussolini pubblico le leggi razziali in cui diceva che nessun ebreo poteva entrare negli edifici pubblici, nella scuola, nella società. Gli ebrei potevano solo nelle case addette a loro.
  • 33. PATTI LATERALENZI Patti Lateranensi è il nome che è stato stabilito per gli accordi di mutuo riconoscimento tra il Regno d'Italia e la Santa Sede sottoscritti l'11 febbraio 1929, grazie ai quali per la prima volta dall'Unità d'Italia furono stabilite regolari relazioni bilaterali tra Italia e Santa Sede. Presero il nome del Palazzo di San Giovanni in laterano
  • 34. Laterano in cui avvenne la firma degli accordi, che furono negoziati tra il Cardinale Segretario di Stato Pietro Gasparri per conto della Santa Sede e il Capo del governo primo ministro segretario di Stato nonché duce d'Italia Benito Mussolini per conto del Regno d'Italia.
  • 35. Il rapporto tra Stato e Chiesa era precedentemente disciplinato unilateralmente dalla cosiddetta «legge delle Guarentigie», approvata dal Parlamento italiano il 13 maggio 1871 dopo la presa di Roma. La legge delle Guarentigie non venne mai riconosciuta dai Pontefici, da Pio IX in poi; la somma stanziata anno per anno dal governo italiano venne conservata in un apposito conto, in attesa di concludere un accordo con la Santa Sede.
  • 36. ALLEANZA CON LA GERMANIA Nel 1936 Mussolini insieme ad Hitler firmarono un accordo chiamato « asse Roma Berlino che si trasformo in una alleanza politica tra due stati totalitari e dittatoriali, in occasione della guerra civile in spagna. Questo patto si trasformò in un patto ancora più forte chiamato patto d’acciaio firmato nel 1940 con il Giappone.
  • 38. Il nazismo è stato definito un sistema politico totalitario, il che vuol dire che il partito nazista ed il suo capo, Adolf Hitler, riuscirono a dominare in modo completo e totale la società tedesca, la sua politica, la sua cultura, l’economia, nonché la vita dei tedeschi: un dominio assoluto che dal 1933 costituisce una delle più grandi sfide alla democrazia e al liberalismo.
  • 39. Ciò che il nazismo voleva era la morte di ogni teoria, di ogni pensiero libero. Il volere del proprio leader carismatico, Adolf Hitler, era l’unica ispirazione dei tedeschi nella Germania nazista. Il nazismo traeva ispirazione dal fascismo, riproponendo e rielaborando molti elementi del modello fascista, ma portandoli a conseguenze più estreme. In ultima analisi, ciò che Adolf Hitler voleva più di ogni altra cosa era l’eliminazione di tutti i nemici del popolo ‘ariano’.
  • 40. La Repubblica di Weimar fu lo stato con cui venne identificata la Germania tra il 1919 ed il 1933. Il primo tentativo di stabilire una democrazia liberale in Germania fu un periodo di grande tensione e di conflitto interno nonché di grave crisi economica, che si concluse con l'ascesa al potere di Adolf Hitler e del Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori nel 1933. LA REPUBCLICA DI WEIMAR
  • 41. Anche se tecnicamente la costituzione del 1919 non venne mai revocata del tutto fino a dopo la seconda guerra mondiale, le misure legali prese dal governo nazista nel 1933, comunemente note come gleichschaltung, in effetti distrussero tutti i meccanismi forniti da un normale sistema democratico ed è quindi comune segnare il 1933 come la fine della repubblica di Weimar.
  • 42. L'indicazione Weimar deri va dalla omonima città, dove si tenne un'assemblea nazionale per redigere una nuova costituzione dopo la sconfitta tedesca nella prima guerra mondiale.
  • 43. La nuova repubblica venne da subito osteggiata sia dagli ambienti di sinistra, sia soprattutto da quelli di destra, che organizzarono atti terroristici e persino un colpo di Stato. La situazione fu aggravata dal disastro economico, dalla disoccupazione e da un’inflazione galoppante, che resero impossibile pagare i risarcimenti di guerra alle potenze europee. LA CRISI ECONOMICA DEL DOPO GUERRA
  • 44. A garanzia del pagamento, la Francia occupò il bacino minerario della Ruhr (1923), mettendo così in ginocchio la Germania e contribuendo ad esasperare il risentimento e l’aggressivo nazionalismo di destra.
  • 45. IL NAZISMO AL POTERE Nel 1932 si contavano più di un milione di disoccupati. Nelle elezioni del novembre il partito nazionalsocialista divenne il primo partito della Germania e il presidente Hindenburg fu costretto a nominare Hitler cancelliere, nel 30 gennaio del 1933. pur non ottenendo il massimo dei voti Hitler si fece dare dal parlamento tutti i poteri fondamentali, anche quello di modificare la costituzione. Dopo la morte del presidente Hindenburg si fece nominare capo dello stato.
  • 46. L’INCENDIO DEL PARLAMENTO L'incendio del Reichstag fu un incendi doloso al Palazzo del Reichstag a Berlino avvenuto il 27 febbraio 1933. L'evento è considerato cruciale per l'affermazione del nazismo in Germania. Adolf Hitler e Hermann Göring arrivarono poco dopo, e quando fu loro mostrato Van der Lubbe, un noto agitatore comunista, Göring dichiarò immediatamente che il fuoco dovesse esser stato appiccato dai comunisti e fece arrestare i capi del partito. Inoltre vennero arrestati e processati i comunisti bulgari Georgi Dimitrov, Blagoj Tanev e Vasil Popov.
  • 47. LE LEGGI DI NORIMBERGA Due anni prima gli ebrei erano già stati esclusi dagli impieghi pubblici e dalle professioni medica e legale. Intanto alla discriminazione “legale” degli ebrei si aggiungeva una crescente emarginazione dalla vita sociale creata spontaneamente dai cittadini: molti commercianti vietarono loro l’ingresso nei bar e nei negozi; elettricisti, falegnami, idraulici ebrei persero la loro clientela; gli artisti non trovarono più ingaggi per esibirsi in pubblico. Fino alla pubblicazione delle leggi di Norimberga che tolsero completamente tutte le libertà.
  • 48. Il 15 settembre 1935, durante l’annuale congresso del partito nazista a Norimberga, in Germania, Hitler promulga le leggi razziali, note come Leggi di Norimberga dalla città da cui furono emanate. Le leggi di Norimberga rappresentarono una fondamentale tappa nel processo che condusse all’Olocausto negli anni successivi.
  • 49. La prima delle due leggi di Norimberga, la legge sulla cittadinanza del Reich, negava agli ebrei la cittadinanza germanica. Gli ebrei non furono più considerati cittadini tedeschi ma “appartenenti allo stato”, cioè sudditi. Questo comportò la perdita di tutti i diritti garantiti ai cittadini come, ad esempio, il diritto di voto.
  • 50. La seconda legge, la legge per la protezione del sangue e dell’onore tedesco, proibiva i matrimoni e le convivenze tra ebrei e tedeschi. Inoltre la legge proibiva il lavoro di ragazze tedesche al di sotto dei 45 anni di età in famiglie ebree.
  • 51. LE SSGià nel 1921 il partito nazista aveva formato delle formazioni paramilitari, le SA. Nel 30 giugno del 1934, Hitler insofferente della capacità di azione delle SA, ordinò alle SS di ammazzare tutte le SA nella notte dei lunghi coltelli. Le SS vennero formate nel 1925, reclutando appartenenti delle SA, di cui fino al 1926 fecero parte, per essere la guardia personale di Adolf Hitler e per sorvegliare i raduni del partito.
  • 52. Il 6 gennaio 1929 Hitler nominò Heinrich Himmler capo delle SS, le quali al momento contavano solo 280 uomini. Con l'approvazione di Hitler, Himmler ampliò i ranghi delle SS e per la fine del 1932 queste contavano già 52 000 membri. Dopo un solo anno erano arrivate a oltre 209 000 uomini.
  • 53. LA POLITICA ESTERA Secondo i trattati di Versailles, la Germania non avrebbe potuto riarmarsi e il suo esercito non avrebbe dovuto superare le 100 000 unità. Hitler mostrò di non prendere in nessuna considerazione queste clausole; anzi, appena giunto al potere, l Reich si ritirò dalla Società delle Nazioni. Il Fuhrer aveva deciso di agire in maniera del tutto indipendente rispetto la comunità internazionale.
  • 54. I governi europei, tuttavia, non presero sul serio il programma hitleriano e per un certo periodo continuarono a ignorare le dichiarazioni del Fuhrer. Finché la vasta operazione di riarmò inizio a suscitare allarme. Dal punto di vista diplomatico, fondamentali risultarono l’Asse Roma Berlino del 1936 e la successione stipula l’anno seguente dell’Asse Roma-Berlino-Tokyo.
  • 55. L’INVASIONE DELL’AUSTRIA Il termine tedesco Anschluss si riferisce, in senso strettamente politico, all'annessione dell'Austria alla Germania nazista nel 1938 per formare la "Grande Germania". Questo termine si contrappone all'Ausschluss, l'esclusione dell'Austria dalla Germania, all'epoca sotto l'implicita dominazione del Regno di Prussia.
  • 56. I SUDETI Dopo l’annessione dell’austria Hitler rivolse le sue attenzione ai sudeti, posto dove ci sono molti tedeschi. Hitler rivendicò questa cosa fino ad invaderla con l’esercito. Questa cosa fu riconosciuta dalla società delle nazione solo nel 1938.
  • 58. Il termine stalinismo, in senso stretto, indica la politica di Stalin nel periodo in cui fu a capo dell'URSS, dal 1924 al 1953, ma di fatto ebbe profonde peculiarità che lo distinguono dalla linea politica di altri teorici comunisti, sia dal leninismo concepito da Lenin.
  • 59. Prendendo in considerazione l'analisi della storia proposta da molti teorici del marxismo- leninismo, il termine "stalinismo" risulta storicamente inesatto, ritenuto un sinonimo semplicistico di derivazione anti-sovietica del più corretto marxismo-leninismo teorizzato da Lenin.
  • 60. Questo perché Stalin, a differenza di Lenin, non ha mai fatto riferimento, nei suoi saggi, ad una presunta nuova via personale al Marxismo, non ha mai utilizzato il termine "stalinismo", ma ha sempre fatto riferimento, al marxismo di matrice leninista, del quale si riteneva il legittimo successore.
  • 61. LA POLITICA INTERNA DI STALIN Nella politica interna Stalin istituì i golsplan per controllare l’economia attraverso i piani quinquennali. Consistevano del dare una precisa quantità i merce da produrre in cinque anni. Il primo piano quinquennali entrò in vigore nel 1928 e il suo principale scopo era quello di far rifiorire l’industria pesante. In questi piani includevano anche la produzione e la distribuzione di vaccini.
  • 62. I GULAG I gulag sarebbero i così detti campi di lavoro dove venivano mandati tutti i traditori del regime e chi si ribellava a Stalin. Il periodo dove vennero mandate più persone è stato durante il periodo delle grandi purghe o terrore staliniano.
  • 64. La seconda guerra mondiale fu il conflitto armato che tra il 1939 e il 1945 vide contrapporsi da un lato le potenze dell'Asse e dall'altro i Paesi Alleati. Viene definito "mondiale" in quanto, così come già accaduto per la grande guerra, vi parteciparono nazioni di tutti i continenti e le operazioni belliche interessarono gran parte del pianeta. Ebbe inizio il 1º settembre 1939 con l'attacco della Germania nazista alla Polonia e terminò, nel teatro europeo, l'8 maggio 1945 con la resa tedesca e in quello asiatico il successivo 2 settembre con la resa dell'Impero giapponese.
  • 65. Il patto Molotov-Ribbentrop, talvolta chiamato patto Hitler-Stalin, fu un trattato di non aggressione fra la Germania nazista e l'Unione Sovietica. Venne firmato a Mosca il 23 agosto 1939 dal ministro degli Esteri sovietico Vjačeslav Molotov e dal ministro degli Esteri tedesco Joachim von Ribbentrop. Si trattò di una conseguenza della decisione di Stalin, dubbioso della reale volontà delle potenze europee occidentali di opporsi all'espansionismo aggressivo della Germania nazista, di ricercare un accordo con Hitler per contenerne la spinta verso est, per acquisire vasti territori appartenuti all'impero zarista e per dirottare le mire tedesche verso ovest, guadagnando tempo per rafforzare i suoi preparativi militari. Questo patto diceva che la polonia appena invasa doveva essere divisa in due tra la Germania e la Russia. IL PATTO DI NON AGGRESSIONE
  • 66. La campagna di Polonia fu un'operazione militare diretta all'invasione territoriale della Polonia compiuta in due distinte fasi: dal primo settembre 1939 dalla Germania e dal 17 settembre dall'Unione Sovietica, allo scopo di spartirsi il territorio polacco al termine delle operazioni. LA CAMPAGNA DELLA POLONIA
  • 67. La campagna della Polonia iniziata il primo settembre ebbe termine il 6 ottobre con la resa delle ultime forze polacche; l'invasione della Polonia segnò l'inizio della seconda guerra mondiale, in quanto l'aggressione tedesca spinse, il 3 settembre, i paesi alleati della Polonia, Regno Unito e Francia, a dichiarare guerra alla Germania nazista. La Polonia fu divisa tra la Germania e l’URSS il 28 settembre 1940.
  • 68. L’ESPANZIONE DELLA GERMANIA Nell’aprile del 1940 la Germania inizia la sua espansione, invadendo la Norvegia e la Danimarca. Successivamente per arginare la linea Maginot Hitler invade l’olanda, il Belgio e il Lussemburgo. Nel 14 giugno del 1940 le truppe delle Germania entrano a Parigi che successivamente fu impostato un armistizio. Questo armistizio diceva che la Francia doveva essere spezzata in due dove la parte con capitale a Parigi diveniva di proprietà della Germania e il centro- sud ea in mano al maresciallo Eptani con capitale Vichy.
  • 69. L’INVASIONE DELLA FRANCIA La campagna di Francia, fu l'insieme delle operazioni militari tedesche che portarono all'invasione della Francia, del Belgio, dei Paesi Bassi e del Lussemburgo durante la seconda guerra mondiale. La campagna militare consistette in due grandi operazioni denominate dal comando supremo tedesco, Fall Gelb, e Fall Rot .
  • 70. La prima operazione, iniziata il 10 maggio 1940 al termine della cosiddetta strana guerra, si riferisce all'invasione tedesca del Belgio, dei Paesi Bassi, del Lussemburgo e della Francia. Mentre la seconda operazione si riferisce all'aggiramento della Linea Maginot e del consolidamento dell'avanzata all'interno della Francia.
  • 71. L’ITALIA ENTRA IN GUERRA Mussolini pensando che la guerra fosse finita, e desiderosi de poter partecipare alla conferenza di pace come vincitore entra in guerra nel 10 GIUGNO DEL 1940. per iniziare invade la franchia meridionale e nel 29 ottobre dichiara guerra alla penisola Balcanica.
  • 72. AFFITTI E PRESTITI La prima operazione, iniziata il 10 maggio 1940 al termine della cosiddetta strana guerra, si riferisce all'invasione tedesca del Belgio, dei Paesi Bassi, del Lussemburgo e della Francia. Mentre la seconda operazione si riferisce all'aggiramento della Linea Maginot e del consolidamento dell'avanzata all'interno della Francia.
  • 73. IL PATTO TRIPARTITO Nel settembre del 1940 la Germania, l’Italia e il Giappone firmano il patto tripartito. Il patto tripartito o trattato tripartito fu un accordo sottoscritto a Berlino il 27 settembre 1940 dal governo del Terzo Reich tedesco, dal Regno d'Italia e dall'Impero giapponese al fine di riconoscere le aree di influenza in Europa e Asia. In Italia esso fu subito battezzato "Roberto", acronimo di Roma-Berlino-Tokyo. Ufficiosamente, secondo il trattato, queste tre potenze si legittimavano il diritto di potenza "guida", ciascuna in una propria area: L'Europa per la Germania, il Mediterraneo per l'Italia, l'Estremo Oriente per il Giappone.
  • 74. LA BATTAGLIA D’INGHILTERRA La battaglia d'Inghilterra è il nome storico della campagna aerea svoltasi nella seconda guerra mondiale e combattuta dalla aeronautica militare tedesca, la Luftwaffe, contro il Regno Unito tra l'estate e l'autunno del 1940. L'obiettivo della campagna era di guadagnare la superiorità aerea sulla aviazione militare britannica, la Royal Air Force (RAF), e particolarmente contro i suoi aerei da caccia inquadrati nel RAF Fighter Command.
  • 75. La battaglia d'Inghilterra fu la prima grande campagna di guerra ad essere combattuta interamente da forze aeree[e fu anche la più grande e intensa azione di bombardamento aereo fino a quella data. Nel luglio 1940, gli obiettivi principali furono i convogli di rifornimento e i porti, quali Portsmouth; un mese dopo, la Luftwaffe iniziò a colpire gli aeroporti e le infrastrutture della RAF.
  • 76. LA CAMPAGNA DEI BALCANI L'Italia dopo una serie di vittorie perde nella Grecia dovuta alla sua forte resistenza. Hitler fu costretto ad inviare un esercito in aiuto all'Italia. Dopo l’arrivo dell’esercito i Balcani entrarono in possesso della Germania.
  • 77. INVASIONE ALL’AFRICA DEL NORD Anche in africa segue una serie di vittoria da parte dell’Italia ma successivamente ci fu una serie di sconfitte e cosi anche in africa fu costretto a mandare delle divisione, africa korps con a capo Rommel e così seguirono una serie di vittorie.
  • 78. OPERAZIONE BARBAROSSA Operazione Barbarossa è stata la denominazione in codice tedesca per l'invasione dell'Unione Sovietica durante la seconda guerra mondiale; tale nome fu ispirato dalle gesta dell'imperatore Federico Barbarossa. L'attacco, previsto originariamente per il 15 maggio 1941, venne posposto da Hitler prima al 27 dello stesso mese e successivamente al 22 giugno, a causa del colpo di Stato anti-tedesco di Belgrado.
  • 79. Fu la più vasta operazione militare terrestre di tutti i tempi; il fronte orientale, aperto con l'inizio dell'operazione, fu il più grande e importante teatro bellico dell'intera seconda guerra mondiale e vi si svolsero alcune tra le più grandi e sanguinose battaglie della storia. Nei quattro anni che seguirono l'apertura delle ostilità tra Germania ed Unione Sovietica, decine di milioni di militari e civili persero la vita o patirono enormi sofferenze, sia a causa degli aspri ed incessanti scontri che delle condizioni di vita miserevoli in cui vennero a trovarsi.
  • 80. PEAR HARBUR L'attacco di Pearl Harbor fu un'operazione che ebbe luogo il 7 dicembre 1941 nella quale forze aeronavali giapponesi attaccarono la flotta e le installazioni militari statunitensi stanziate nella base navale di Pearl Harbor, nelle isole Hawaii. L'operazione fu attuata in assenza della dichiarazione di guerra da parte giapponese, che fu formalizzata soltanto ad attacco iniziato, e provocò l'ingresso nella seconda guerra mondiale degli Stati Uniti dove si sviluppò nell'opinione pubblica un forte sentimento di riprovazione e di odio verso il Giappone. Il presidente Franklin Delano Roosevelt parlò di Day of infamy.
  • 81. GLI USA ENTRANO IN GUERRA La storia militare degli Stati Uniti d'America nella seconda guerra mondiale riguarda il conflitto combattuto dagli Stati Uniti contro l'impero del Giappone, la Germania nazista e l'Italia fascista, cominciato con l'attacco a Pearl Harbor il 7 dicembre 1941. Durante i primi due anni della seconda guerra mondiale gli Stati Uniti mantennero formalmente la neutralità, ma furono fin dall'inizio favorevoli alla Gran Bretagna e alla Francia; dopo la sconfitta delle potenze occidentali nel 1940, rifornirono, in base alla legge votata l'11 marzo 1941, il Lend-Lease Act, i britannici, i sovietici e i cinesi con enormi quantità di beni di guerra, e truppe americane sostituirono i soldati britannici in Islanda.
  • 82. LA BATTAGLIA DI STALINGRADO Con il termine battaglia di Stalingrado si intendono i duri combattimenti svoltisi durante la seconda guerra mondiale che, tra l'estate del 1942 e il 2 febbraio 1943, opposero i soldati dell'Armata Rossa alle forze tedesche, italiane, rumene ed unghe resi per il controllo della regione strategica tra il Don e il Volga e dell'importante centro politico ed economico di Stalingrado, sul fronte orientale.
  • 83. La battaglia, iniziata nell'estate 1942 con l'avanzata delle truppe dell'Asse fino al Don e al Volga, ebbe termine nell'inverno 1943, dopo una serie di fasi drammatiche e sanguinose, con l'annientamento della sesta Armata tedesca rimasta circondata a Stalingrado e con la distruzione di gran parte delle altre forze germaniche e dell'Asse impegnate nell'area strategica meridionale del fronte orientale.
  • 84. LA BATTAGLIA DI EL-ALAMEIN La prima battaglia di El Alamein fu una battaglia combattuta nello scacchiere del Nordafrica durante la seconda guerra mondiale, tra le forze italo-tedesche al comando di Erwin Rommel, e l‘ottava Armata britannica al comando di Claude Auchinleck. Con questa battaglia gli alleati conquistarono tutta l’africa del nord, adesso si tratta di colpire al cuore dell'Europa.
  • 85. Lo sbarco in Sicilia fu attuato dagli Alleati sulle coste siciliane il 10 luglio 1943, durante la seconda guerra mondiale, con l'obiettivo di aprire un fronte nell'Europa continentale, invadere e sconfiggere l'Italia e, infine, concentrare in un secondo momento i propri sforzi contro la Germania nazista. Dopo la caduta di Pantelleria, fu la prima grande operazione delle truppe alleate sul suolo italiano durante la guerra e segnò l'inizio della campagna d'Italia. LO SBARCO IN SICILIA
  • 86. Lo sbarco in Sicilia costituì una delle più grandi operazioni anfibie della seconda guerra mondiale, a cui presero parte due grandi unità alleate: la 7ª Armata statunitense al comando del generale George Smith Patton e l'8ª Armata britannica al comando del generale Bernard Law Montgomery, riunite nel 15º Gruppo d'armate sotto la responsabilità del generale britannico Harold Alexander.
  • 87. Le due armate sbarcarono nella zona sud-orientale della Sicilia con il compito di avanzare contemporaneamente all'interno dell'isola: la 7ª Armata di Patton sarebbe dovuta progredire verso Palermo e occupare la parte occidentale dell'isola, mentre l'8ª Armata di Montgomery avrebbe dovuto marciare lungo la parte centro-orientale della Sicilia verso Messina, compiendo in linea teorica un'azione a tenaglia che avrebbe dovuto imprigionare le forze dell'Asse, raggruppate nella 6ª Armata italiana comandata dal generale Alfredo Puzzoni.
  • 88. L’ARMISTIZIO DELL’ITALIA L'armistizio di Cassabile, fu un accordo siglato segretamente il 3 settembre del 1943, nella contrada Santa Teresa Longarini di Siracusa, distante 3 km dal borgo di Cassabile, località dalla quale l'armistizio prese il nome. Costituì l'atto con il quale il Regno d'Italia cessò le ostilità verso gli Alleati durante la seconda guerra mondiale e l'inizio di fatto della resistenza italiana contro il nazifascismo. Poiché tale atto stabiliva la sua entrata in vigore dal momento del suo annuncio pubblico, esso è comunemente datato all'8 settembre.
  • 89. La Resistenza italiana, comunemente chiamata Resistenza, anche detta Resistenza partigiana o Secondo Risorgimento, fu l'insieme dei movimenti politici e militari che in Italia dopo l'armistizio di Cassabile si opposero al nazifascismo nell'ambito della guerra di liberazione italiana. Nella Resistenza vanno individuate le origini stesse della Repubblica Italiana: l'Assemblea Costituente fu in massima parte composta da esponenti dei partiti che avevano dato vita al CLN, i quali scrissero la Costituzione fondandola sulla sintesi tra le rispettive tradizioni politiche ed ispirandola ai princìpi della democrazia e dell'antifascismo. LA RESISTENZA PARTIGANA
  • 90. Il movimento della Resistenza fu caratterizzato in Italia dall'impegno unitario di molteplici e talora opposti orientamenti politici, in maggioranza riuniti nel Comitato di Liberazione Nazionale, i cui partiti componenti avrebbero più tardi costituito insieme i primi governi del dopoguerra. Il periodo storico in cui il movimento fu attivo, comunemente indicato come "Resistenza", inizia dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 e termina nei primi giorni del maggio 1945, durando quindi venti mesi circa.
  • 91. La scelta di celebrare la fine di quel periodo con il 25 aprile 1945 fa riferimento alla data dell'appello diramato dal CLNAI per l'insurrezione armata della città di Milano, sede del comando partigiano dell'Alta Italia. Alcuni storici hanno evidenziato più aspetti contemporaneamente presenti all'interno del fenomeno della Resistenza: "guerra patriottica" e lotta di liberazione da un invasore straniero; insurrezione popolare spontanea; "guerra civile" tra antifascisti e fascisti, collaborazionisti con i tedeschi; "guerra di classe" con aspettative rivoluzionarie soprattutto da parte di alcuni gruppi partigiani socialisti e comunisti.
  • 92. LO SBARCO IN NORMANDIA Lo sbarco in Normandia con nome in codice operazione Neppure, parte marittima della più ampia operazione Over lord fu una delle più grandi invasioni anfibie della storia, messa in atto dalle forze alleate durante la seconda guerra mondiale per aprire un secondo fronte in Europa, dirigersi verso la Germania nazista e allo stesso tempo alleggerire il fronte orientale, sul quale da tre anni l'Armata Rossa stava sostenendo un aspro confronto contro i tedeschi. L'invasione iniziò nelle prime ore di martedì 6 giugno 1944.
  • 93. questa data è conosciuta come D-Day, quando toccarono terra nella penisola del cotentin e nella zona di Caen le truppe alleate aviotrasportate, che aprirono la strada alle forze terrestri. All'alba del 6 giugno, precedute da un imponente bombardamento aeronavale, le fanterie sbarcarono su cinque spiagge. Esse si trovavano all'interno di una fascia lunga circa ottanta chilometri sulle coste della Normandia: nel settore statunitense dell'invasione, tre divisioni di fanteria presero terra alle ore 06:30 sulle spiagge denominate Utah e Omaha, mentre nel settore anglo-canadese, un'ora più tardi altre tre divisioni sbarcarono in altrettante spiagge denominate Sword, Juno e Gold.
  • 94. Le truppe che toccarono queste spiagge subirono la reazione nemica, che in diversi settori fu molto pesante e causò gravi perdite. Dopo essersi attestati sulle spiagge e aver violato il famoso Vallo Atlantico durante lo stesso D-Day, gli uomini sarebbero dovuti avanzare per dirigersi il più velocemente possibile verso obiettivi situati più in profondità per rafforzare la testa di ponte e minacciare le vie di rinforzo nemiche.
  • 95. LA FINE DEL FASCISMO La caduta del fascismo, in Italia spesso indicata come 25 luglio 1943 o semplicemente 25 luglio dalla data cui si svolsero i fatti, o anche ordine del giorno Grandi, fu l'avvenimento che diede inizio alla fine del fascismo in Italia. L'espressione fa riferimento ad una seduta del Gran Consiglio del Fascismo durante la quale venne discusso l'ordine del giorno presentato dal gerarca Dino Grandi, che prevedeva l'estromissione di Benito Mussolini dal governo del Regno d'Italia. Il re Vittorio Emanuele III di Savoia ordinò quindi l'arresto di Mussolini provocando la fine del ventennale regime fascista, affidando il governo al maresciallo d'Italia Pietro Badoglio. Il testo completo e l'originale dell'ordine del giorno Grandi furono pubblicati nel 1965 dalla rivista Epoca, grazie al ritrovamento dei documenti conservati da Nicola De Cesare, segretario personale di Mussolini nel 1943.
  • 96. LA MORTE DI MUSSOLINI La morte di mussolini è avvenuta il 26 aprile del 1944. fu arrestato il giorno prima e fu fucilato al piazzale Loreto, Milano, dove prima erano stati uccisi 15 partigiani
  • 97. La battaglia di Berlino fu lo scontro finale del teatro europeo della seconda guerra mondiale. A partire dal 16 aprile 1945, l'Armata Rossa sferrò il grande attacco sulla linea dell'Oder per distruggere le forze tedesche poste a difesa del cuore della Germania e conquistare la capitale del Reich. Dopo scontri molto aspri, dure perdite per entrambe le parti e alcuni disperati tentativi di resistenza delle raccogliticce e disomogenee forze tedesche, i sovietici, in netta superiorità numerica e di mezzi terrestri e aerei, riuscirono, al comando del maresciallo Georgij Žukov e del maresciallo Ivan Konev, a portare a termine la loro missione, a distruggere o catturare il grosso delle forze nemiche e circondare e conquistare Berlino. Questo avvenne nel 2 maggio 1945. LA PRESA DI BERLINO
  • 98. LA MORTE DI HITLER La morte di Adolf Hitler avvenne il 30 aprile 1945 per suicidio m ediante un colpo di pistola alla testa dopo aver ingerito una capsula di cianuro presso il suo Führerbunker a Berlino.
  • 99. I trattati di Parigi furono dei trattati di pace firmati nella capitale francese il 10 febbraio 1947 dopo la fine della seconda guerra mondiale. La sottoscrizione dei trattati fu preceduta da una conferenza di pace che si svolse parimenti a Parigi, tra il 29 luglio e il 15 ottobre 1946. questo trattato diceva che la Germania doveva essere divisa in 4 quattro parti rispettivamente a chi la aveva conquistata. I TRATTATI DI PACE
  • 100. La Costituzione della Repubblica Italiana è la legge fondamentale dello Stato italiano e occupa il vertice della gerarchia delle fonti nell'ordinamento giuridico della Repubblica. Essa è considerata una costituzione scritta, rigida, lunga, votata, compromissoria, laica, democratica e programmatica. Approvata dall'Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 e promulgata dal capo provvisorio dello Stato De Nicola il 27 dicembre seguente, fu pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 298, edizione straordinaria, dello stesso giorno, ed entrò in vigore il 1º gennaio 1948. Consta di 139 articoli e di 18 disposizioni transitorie e finali. LA COSTITUZIONE ITALIANA
  • 101. La nascita della Repubblica Italiana avvenne a seguito dei risultati del referendum istituzionale del 2 e 3 giugno 1946, indetto per determinare la forma di governo da dare all'Italia dopo la seconda guerra mondiale. Per la prima volta in una consultazione politica nazionale votavano anche le donne: risultarono votanti circa 13 milioni di donne e circa 12 milioni di uomini, pari complessivamente all'89,08% degli allora 28 005 449 aventi diritto al voto. I risultati furono proclamati dalla Corte di cassazione il 10 giugno 1946: 12 717 923 cittadini favorevoli alla repubblica e 10 719 284 cittadini favorevoli alla monarchia. Il giorno successivo tutta la stampa dette ampio risalto alla notizia. IL REFERENDUM DEL 1946